Genova ricorda il commissario capo Antonio Esposito, 47 anni dopo l’attentato omicida

Commemorazione in via Pisa alla presenza dei familiari e delle autorità: «Un esempio di coraggio e dedizione alla giustizia»

Genova, 1° luglio 2025 – Si è svolta questa mattina, in via Pisa 56, la cerimonia commemorativa del 47° anniversario dell’attentato al Commissario Capo Antonio Esposito, assassinato il 21 giugno 1978 da un commando terroristico mentre si recava al lavoro.

Alla cerimonia erano presenti la vedova Esposito, Ispettore Capo della Polizia di Stato in quiescenza, i due figli, i nipoti, e numerose autorità cittadine e rappresentanti della Polizia di Stato. Una corona è stata deposta presso la lapide che ricorda il tragico episodio, alla presenza dei colleghi e dirigenti di tutte le articolazioni della Polizia della provincia di Genova.
L’attentato
La mattina del 21 giugno 1978, Esposito si trovava a bordo dell’autobus 15, diretto al Commissariato di Nervi, che dirigeva da pochi mesi. Alle 8.40, all’altezza di via Pisa, due uomini gli si avvicinarono improvvisamente aprendo il fuoco. Nella confusione e nel panico generale, i colpi continuarono a essere esplosi anche dopo che il commissario era caduto a terra. I due attentatori si dileguarono a bordo di una Fiat 128 guidata da un terzo complice, facendo perdere le loro tracce in via Giordano Bruno.
Antonio Esposito aveva 36 anni, era sposato e padre di due bambini di 5 e 6 anni. La sua carriera era stata segnata da un forte impegno nella lotta al terrorismo, dapprima nella squadra politica della Questura di Torino, dove aveva condotto indagini decisive contro le Brigate Rosse, lavorando al fianco del brigadiere Giuseppe Ciotta e del maresciallo Rosario Berardi, entrambi uccisi in attentati.
A Genova aveva assunto il ruolo di responsabile del Nucleo antiterrorismo della Questura, contribuendo alle indagini sull’attentato in salita Santa Brigida in cui morirono il Procuratore Generale Francesco Coco, il brigadiere Giovanni Saponara e l’appuntato Antioco Dejana.
Proprio il 21 giugno 1978, giorno dell’attentato a Esposito, sarebbe dovuto riprendere a Torino il primo processo in Italia contro i terroristi, sospeso più volte in precedenza.
Un’eredità di coraggio e servizio
Nel corso della commemorazione, la Polizia di Stato ha rinnovato il proprio impegno quotidiano al servizio della collettività, ricordando Antonio Esposito non solo come vittima del terrorismo, ma come esempio di coraggio, professionalità e dedizione alla giustizia.
Insignito della medaglia d’oro al valor civile, Esposito è ancora oggi un simbolo per chi ogni giorno veste la divisa nel nome della sicurezza e della legalità.
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